Data la recente costituzione del Consorzio di Bonifica "Euganeo", occorre necessariamente rifarsi alle notizie ed alle vicende dei singoli Consorzi che, a seguito della L.R. 3/76 hanno concorso, in tutto ("Euganeo—Berico" e "Vampadore") o in parte ("Liona—Frassenella", "Ottoville" e "Ronego"), a formare il nuovo Ente.
E’ utile fornire notizie, sia pure sommarie ma complete, anche sui tre sopra nominati ex Consorzi il cui territorio è venuto solo parzialmente ad appartenere al Consorzio "Euganeo" e la cui rimanente parte ha concorso a formare il limitrofo nuovo Consorzio di bonifica "Riviera Berica", a motivo delle affinità e delle interconnessioni idrauliche che caratterizzano i rispettivi comprensori.

I fiumi sboccanti nella laguna veneta minacciavano di convertirla in palude. "Non restava dunque ai Veneziani altra via di scampo all’infuori di quella da essi seguita e cioè di bandire i fiumi dalla laguna".
D’altra parte, male regolati, male inalveati ed arginati i fiumi stessi recavano gravi danni al territorio della Repubblica. Senza alcuna disciplina idraulica, mancanti o deficienti di scolo, vastissime estensioni del. territorio medesimo erano impaludate, altre frequentemente e gravemente danneggiate, sia dalla mancanza d’acqua, sia invece da allagamenti causati dai fiumi o dalla mancanza di deflusso, ed altre costituivano addirittura dei laghi. Se si esamina una carta topografica della Regione Veneta nel XV secolo ci si può fare subito un concetto delle gravi condizioni idrauliche ed agricole di tale Regione in quel tempo, in cui numerosi e grandi fiumi la percorrevano indisciplinatamente in tutti i sensi.
Preoccupato da questo stato di cose, dei disordini cioè dei fiumi, dei lidi e della laguna, il Governo della Repubblica istituiva nel 1505 il Collegio alle Acque, e nel 1545, considerato che nel territorio dello Stato si trovavano molti ‘luoghi incolti, sia per mancanza o deficitarietà di scolo, sia per mancanza d’acqua, luoghi che, quando fossero stati irrigati, o quando le loro acque avessero avuto un regolare deflusso, "verrebbero ridotti a buona coltura, in modo da produrre una grande quantità di biade, bona summa di frumenti in modo che si venivano a far insieme dei boni effetti, l’uno tenir li popoli ubertosi di biave, l’altro obriar all’inconvenienti che hora segue dalla carestia di quella per la qual conviene ogn’anno uscir fuori del Stato nostro gran quantità d’oro che si spende in comprar frumenti forestieri", istituiva il Magistrato dei Beni Inculti.
La Repubblica Veneta applicava ancora una volta il principio di affidare funzioni speciali ed importanti a speciali organi.
E così la complessa ed importante materia delle bonificazioni incominciava ad esser regolata da disposizioni sagge, pratiche, precise.
Hanno origine così i Consorzi o "Retratti", utilissimi organismi che in modo tanto efficace contribuirono alla redenzione agricola, economica ed igienica del Veneto.
Tali enti vengono istituiti in forma semplice e pratica; poche norme li governano; con la loro istituzione si mira direttamente allo scopo avendo per principio che la spesa occorrente all’esecuzione dell’opera debba essere inferiore all’utile ritraibile; si dispone che, possibilmente, prima di emettere un parere, i periti debbano effettuare sopralluogo; si esige in tutto rapidità di esecuzione; si stabiliscono norme precise e incontrastabili sul diritto di scolo, sulla irrigazione e sulle derivazioni, sulla esecuzione dei lavori, sulla determinazione dei compensi per espropriazioni e per danni e sul pagamento degli stessi; si fissa la procedura per la sollecita definizione delle vertenze.