Il Consorzio di bonifica Vampadore, come si rileva da statuto in data 17 aprile 1871 , sorse come Società privata collo scopo di provvedere alla difesa del primitivo comprensorio ma anche allo scolo e alla bonifica dei territori interessati secondo un piano generale di lavori che audacemente si proponeva di completare entro 2 anni.
E’ altresì noto, fin d’allora, che fra i compiti preposti al Consorzio vi era anche quello dell’irrigazione che aveva precedenti secolari.
Successivamente, vi fu un nuovo statuto approvato in data 9 marzo 1882 e omologato dal Prefetto di Padova in data 24 marzo 1887.
Da esso si rileva che essendo nel frattempo tutta l’arginatura del Fratta e l’alveo del fiume passati sotto la competenza statale ai sensi delle leggi 20 agosto 1875 e 9 ottobre 1876, lo scopo del Consorzio restò solo di scolo e bonifica con il complemento dell’irrigazione.
L’Ing. Aita, insigne idraulico dell’epoca; aveva preventivato l’estensione della giurisdizione del nuovo Consorzio su tutto il territorio, comprensivo del bacino Brancaglia Superiore e della "zona neutra intermedia", confluente le acque nello scolo Degora Vampadore.
Come programma di opere venivano preventivati l’elevazione dell’arginatura e l’allargamento degli scoli principali e soprattutto del Degora Vampadore per un tratto di km. 2 circa a monte della sezione terminale, con sopraelevazione di m. 2 e rafforzamento generale. In tale modo le acque potevano immettersi nel Fratta direttamente fino al livello idrometrico di guardia di quest’ultimo e cioè in. 2.75 sulla soglia di arrivo.
Precedentemente, data la mancanza di arginatura del Vampadore nel tratto terminale, le acque di questo si espandevano nei terreni circostanti non appena il livello nel Fratta raggiungesse m. 1.20, cioè costantemente nei periodi primaverili e invernali.
Le acque dei terreni bassi dovevano essere separate dalle precedenti e opportunamente convogliate per immettersi a mezzo chiavica regolabile nel Vampadore in punti ben determinati.
Per i casi di emergenza e di piena eccezionale, era preventivato nell’ultimo tratto del Vampadore uno sfioratore che riversasse a stramazzo le acque in terreni ben individuati e circoscritti per una superficie massima calcolata di ettari 2.000 e per un periodo massimo di 15 giorni.
Si sarebbe provveduto poi al sollevamento con due ordini di macchine idrovore.
La prima per immettere le acque dal Collettore Acque Basse nel Vampadore fino all’altezza di m. 2.75, livello massimo di immissione naturale del Vampadore in Fratta; la seconda, per i casi straordinari, cioè nell’evenienza che il Fratta superasse il livello di m. 2.75, per sollevare le acque del Vampadore alle massime prevalenze indotte dal Fratta, in modo da scaricarle nello stesso impedendo la possibilità di esondazioni del Vampadore nelle zone circostanti.
Nella Statistica Agricola e Industriale di Padova 1875 è detto:
"L’opera (di separazione acque basse) procede bene e attrae la curiosità di molti intelligenti. Il risultato di questa prima parte sarà la bonifica dei "terreni medi e l’avere ridotto le probabilità di allagamento da 5 a 2. Tremila campi che producono negli anni asciutti 25 sacchi di granoturco (q.li 20 circa) all’ettaro e che ora lo perdono cinque anni su dieci, non lo perderanno più che due. Le macchine guadagneranno anche questi e renderanno possibili le prime coltivazioni e gli avvicendamenti".
In esecuzione al programma Aita, nel periodo dal 1873 al 1883 si provvide alla arginatura degli scoli principali Vampadore, Correr, Montagnana e Dugale e all’escavo della Controfossa Destra e Sinistra Vampadore e alle relative opere in muratura.
Negli anni 1880-1981 fu costruito lo stabilimento idrovoro principale Vampadore in Comune di Megliadino S. Vitale, accostato all’argine sinistro del fiume Fratta per consentire l’installazione, nel 1882, di due motrici gemelle a vapore per il funzionamento di quattro turbine ad asse verticale della potenza complessiva di 400 H.P. alla prevalenza massima m. 4.30 per litri/sec. 850.
Le opere suddescritte erano al servizio del comprensorio originario comprendente le valli di Casale, Merlara, Megliadino S. Fidenzio e S. Vitale. Uno speciale dispositivo di paratoie permetteva di far funzionare le turbine in accoppia mento.
Sorse così il primo nucleo di opere che costituirono la premessa alla successiva trasformazione che si ebbe della zona a sud e permise di poter usufruire di terreni prima abbandonati e improduttivi.
Furono attuate vaste bonificazioni di terreno a Casale di Scodosia, Merlara e Megliadino S. Vitale.
Nel periodo dal 1900 al 1915/18 i proprietari si rivolsero sempre più attivamente alla coltivazione dei terreni in precedenza quasi perennemente invasi dalle acque, alla sistemazione di scoli, strade e di tutte le strutture private necessarie per il collegamento alla rete di bonifica generale.
L’amministrazione del Consorzio si dedicò al completamento delle opere già iniziate.
Il Consorzio venne riconosciuto di I categoria in base al T.U. 22 marzo 1900 n. 195 per i terreni paludosi del circondario di Este.
Nel periodo dal 1902 al 1907, su progetto dell’ing. Turazza, si provvide alla costruzione di un secondo stabilimento in località Grompa di Megliadino S. Vitale, con installazione di due centrifughe ad asse orizzontale, ciascuna azionata da una macchina a vapore a doppia espansione. Potenza complessiva HP. 200. Ciascuna pompa elaborava litri/sec. 1 .300 alla prevalenza m. 2.50, e litri/sec. 800 alla prevalenza massima m. 4,50 . Nel 1907 vennero aggiunti nello stabilimento Vampadore
Altri due motori a gas povero gemelli, della potenza complessiva di HP. 140. Nel periodo dal 1906 al 1921 si effettuò la installazione di un secondo gruppo di macchine idrovore nello stabilimento Grompa.
Negli anni dal 1916 al 1921 si provvide al rafforzamento dell’argine sinistro del Vampadore e allo spostamento della corrispondente Controfossa.
Nel 1925 si eseguì la costruzione di un terzo stabilimento idrovoro denominato ‘Baratina" con installata una elettropompa centrifuga ad asse orizzontale, in sinistra della confluenza dello scolo Vampadore in Fratta.
Anche l’organizzazione del Consorzio subì in questo periodo una trasformazione radicale onde poter adeguarsi alle nuove esigenze. Con Decreto Ministeriale 4 febbraio 1922 n. 424 veniva approvato il nuovo perimetro del Consorzio comprendente i terreni non consorziati fra le valli e la strada Luppia. Con R.D. 13 dicembre 1923 il Consorzio Brancaglia Superiore, di ettari 2.510, veniva aggregato al Vampadore con sede in Montagnana. Così venne a costituirsi il Consorzio Vampadore di ettari 10.558.

Con D.M. 17.6.1929 n. 3511 veniva approvato il nuovo statuto del Consorzio che assumeva la denominazione di "Consorzio di bonifica e irrigazione".
Nello stabilimento Vampadore si installarono nel 1931 ;

  • un motore Diesel a tre cilindri a stantuffo, quattro tempi, semplice effetto, avviamento ad aria compressa, giri 205, potenza 180 HP. effettivi, completo di accessori;

  • una pompa centrifuga ad asse orizzontale della portata variabile da lit./sec. 3090 a 2100 con prevalenza da un minimo di m. 0.50 a un massimo di m. 5.

Venne altresì effettuata la demolizione e la ricostruzione dei manufatti sfioratori in destra del collettore Vampadore, sostituendoli con una chiavica a due luci di m. 2 cadauna munita di paratoie.
Venne inoltre ripristinata la botte sifone di collegamento tra le due Controfosse e sotto passante il canale Vampadore, al fine di poter effettuare il pompaggio dell’acqua con ambedue gli stabilimenti idrovori.
Nello stabilimento Grompa vennero installati, sempre nel 1931:

  • un motore Diesel a due cilindri a stantuffo, quattro tempi, semplice effetto, con avviamento ad aria compressa, giri minuto 205, potenza HP. 120.

  • un motore Diesel a due cilindri, quattro tempi, semplice effetto, avviamento ad aria compressa, giri al minuto 250, potenza HP. 130.

  • due pompe centrifughe ad asse orizzontale complete di tubazioni e pompe di adescamento, della portata ognuna di lit./sec. 1435 alla prevalenza di m. 4.30.

Nel bacino Baratina venne effettuata l’installazione di un motore elettrico da HP. 113, azionante una pompa da 1.310 lit./sec. alla prevalenza di m. 2.50.
Si provvide pure all’esecuzione dei lavori di escavo e sistemazione di numerosi collettori di bonifica.
Con un successivo stralcio, nello stabilimento idrovoro
Vampadore vennero effettuate ulteriori installazioni:

  • un motore Diesel a sei cilindri, quattro tempi, della potenza di 380 H.P., giri effettivi 205 circa;

  • due pompe centrifughe ad asse orizzontale poste sullo stesso asse, una delle quali con albero prolungato per la elettrificazione del gruppo, in grado di smaltire complessivamente litri/sec. 7.900 o 4.000 alla prevalenza variabile da m. 0.50 a m. 5.

Contemporaneamente vennero completate le opere di canalizzazione.
Tutto questo complesso di lavori effettuati nel periodo dal 1929 al 1937 costituisce anche attualmente l’ossatura di tutto il sistema del comprensorio di bonifica Vampadore.
E’ infine da ricordare che, con D.P.R. 24.7.1965 venne aggregato al comprensorio un territorio di Ha. 1767 denominato "Pizzon-Bandizzà", sito nei Comuni di Cologna Veneta, Pressana, Roveredo di Guà e Minerbe.
Il Consorzio di bonifica "Vampadore" (Ha. 12.325) è interamente entrato a far parte del Consorzio di bonifica "Euganeo".